Il cinema spagnolo: un mondo da riscoprire

Si intitola "Il cinema spagnolo. Una storia dalle origini ai nostri giorni" il libro di Renato Butera ed Enrique Fuster che invita a scoprire il doppio movimento: come la storia plasma il cinema e come il cinema contribuisce a ridefinire il modo in cui una comunità si rappresenta

Ogni cultura cinematografica nasce dentro un tempo, una società e una storia. Non esiste immagine che sia neutra, né racconto che possa dirsi davvero separato dal mondo che lo ha prodotto. Da questa premessa prende forma “Il cinema spagnolo. Una storia dalle origini ai nostri giorni”, volume scritto a quattro mani da Renato Butera, professore di storia del cinema presso l’Università Pontificia Salesiana ed Enrique Fuster, professore di teoria e storia del cinema presso l’Università Pontificia della Santa Croce.

Un libro che si propone di accompagnare il pubblico italiano alla scoperta di una delle cinematografie europee più ricche, complesse e, per certi versi, ancora poco conosciute, con l’obiettivo di mostrare come il cinema spagnolo sia riflesso delle grandi trasformazioni che hanno attraversato la Spagna moderna. E lo fa accompagnando il lettore attraverso una successione di film, autori e correnti.

Monarchia, repubblica, guerra civile, dittatura franchista, transizione democratica, modernizzazione e globalizzazione: ogni fase storica ha lasciato un’impronta profonda sull’immaginario cinematografico del paese. E il volume riesce a restituire con chiarezza questo doppio movimento, per cui la storia plasma il cinema e, allo stesso tempo, il cinema contribuisce a ridefinire il modo in cui una comunità si rappresenta, si ricorda e si trasforma.

Il grande sconosciuto

L’arco cronologico affrontato dagli autori è ampio e ambizioso. Il racconto prende avvio dal 1896, con l’arrivo in Spagna di Alexandre Promio, inviato dei fratelli Lumière, e giunge fino ai riconoscimenti più recenti del cinema spagnolo contemporaneo, come il Premio della giuria assegnato a Oliver Laxe per Sirât al Festival di Cannes del 2025. Questo lungo percorso storico è organizzato in due parti: una prima sezione ricostruisce lo sviluppo del cinema spagnolo dalle origini ai giorni nostri, mentre la seconda si concentra su alcuni degli autori più emblematici, offrendo al lettore strumenti utili per orientarsi all’interno di un panorama molto articolato.

Uno degli aspetti più interessanti del volume è il suo sguardo italiano sul cinema spagnolo. L’intento dichiarato degli autori è quello di presentare al pubblico italiano un “grande sconosciuto”, mettendo in luce le profonde connessioni tra le due tradizioni cinematografiche. Il libro attraversa anche le reciproche influenze tra il cinema italiano e quello iberico, e suggerisce come osservare il cinema europeo dalla prospettiva spagnola permetta di coglierne alcune traiettorie essenziali. In questo senso, il testo non si limita a evocare nomi consacrati come Pedro Almodóvar, simbolo dell’affermazione internazionale del cinema spagnolo anche grazie all’Oscar ottenuto nel 2002 con Hable con ella, ma allarga il discorso a opere e autori che testimoniano la continua vitalità sperimentale di questa cinematografia, da As Bestas di Rodrigo Sorogoyen fino al già citato Sirat di Oliver Laxe.

Il cinema spagnolo

Dove la storia diventa visione

Il testo produce un connubio tra storia, politica e linguaggio cinematografico. Dalla stagione del muto alle prime opere di Luis Buñuel, fino alla piena internazionalizzazione del cinema spagnolo, tutto viene letto in rapporto al contesto che ha generato le scelte artistiche di registi, sceneggiatori, tecnici e produttori. In questo senso, “Il cinema spagnolo. Una storia dalle origini ai nostri giorni” non è soltanto una storia del cinema, ma anche una storia culturale e sociale della Spagna attraverso il cinema.

Dentro questa cornice storica e sociale, il cinema resta soprattutto un laboratorio di forme: come scrisse Buñuel, «nel film, l’embrione fotogenico, palpita in questa operazione chiamata découpage. Segmentazione. Creazione». È nella scomposizione e nella progettazione delle immagini, che la storia diventa visione e che il contesto si traduce in stile.

Le pagine dedicate alla frattura della Guerra civile e agli anni del franchismo mostrano come il cinema sia stato, in quel periodo, da una parte strumento di mobilitazione, propaganda e narrazione del conflitto, e dall’altra un’industria progressivamente ricondotta sotto il controllo statale, vincolata da censura e indirizzi ideologici.

Oltre i titoli più noti

Il testo riserva attenzione al cinema di genere e alle traiettorie meno canoniche della produzione spagnola, restituisce la varietà di una tradizione che ha saputo spaziare dal cinema d’autore al pulp di Álex de la Iglesia, fino all’horror contemporaneo del Franchise REC. Allo stesso modo, non manca uno sguardo alle coproduzioni internazionali, che mostrano il ruolo centrale della Spagna anche nella circolazione globale delle immagini e dei modelli produttivi, come dimostrano esempi quali Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen o Goya’s Ghosts di Miloš Forman.

Le schede dedicate agli autori, sintetiche ma dense, aprono sentieri di visione e di approfondimento, offrendo al lettore punti di partenza solidi per addentrarsi nella complessità del cinema spagnolo. È un testo che informa, ma soprattutto invita a vedere, a recuperare film, a costruire percorsi personali dentro una storia cinematografica ricchissima.

In definitiva, “Il cinema spagnolo. Una storia dalle origini ai nostri giorni” è un volume utile per chi voglia comprendere l’evoluzione di una cinematografia nazionale e il modo in cui il cinema dialoga con i traumi, i mutamenti e le tensioni di una società.

Butera e Fuster firmano un lavoro ampio e culturalmente vivo, capace di restituire il cinema spagnolo nella sua dimensione storica, artistica e politica. Un libro utile per studiosi, studenti e appassionati che vogliano comprendere l’evoluzione di una cinematografia nazionale e il modo in cui il cinema dialoga con i traumi, i mutamenti e le tensioni di una società, ma anche un invito a guardare oltre i titoli più noti, per scoprire un cinema che continua ancora oggi a interrogare e rinnovare l’orizzonte europeo.

I libro verrà presentato oggi, venerdì 13 marzo, alle 18:00, presso la libreria S. Paolo in Via della Conciliazione a Roma.

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