NON PUÒ ESSERE!
Non si vede, ma c’è anche la comunità

L’inconsueto, l’illogico, l’inverosimile in: "Pietro e Paolo al Foro di Appio", 1143 ca., mosaico, Palermo (Cappella Palatina)

Se non si leggesse la didascalia, si potrebbe pensare all’incontro di due personaggi storici in occasione di un evento. Ma la didascalia fa capire che gli eventi vanno preparati e che nell’abbraccio va compreso anche qualcun altro, che qui non compare: la comunità cristiana di Roma. Perché è lei, ovviamente con Pietro, a voler andare incontro a Paolo; è lei, ovviamente con Pietro, che lo va a prendere, gli dà il benvenuto e poi lo scorta in città. Insomma, ciò che il mosaico celebra, pur senza mostrarla, è la cordialità di tutti coloro che hanno reso possibile l’incontro.

Il “prequel”, cioè il momento-prima dell’arrivo di Paolo a Roma, che è qui raffigurato, viene narrato meglio dagli Atti degli Apostoli, negli ultimi due capitoli. Così sappiamo che, dopo un viaggio travagliato, passando per Cipro, Creta e Malta, e successivamente Siracusa e Reggio, Paolo sbarca a Pozzuoli (all’epoca uno dei porti di Roma). Di lì prosegue a piedi, accompagnato da Luca e da un soldato romano, a fargli da guardiano. Finché in due località, la prima a 65 chilometri dalla capitale (il Foro di Appio, una stazione di sosta) e l’altra a 50 chilometri (denominata Tre Taverne, nei pressi dell’attuale Cisterna di Latina), alcuni fratelli di Roma, informati dello sbarco di Paolo, vanno ad accoglierlo. Gli Atti non dicono quanti fossero: probabilmente una piccola delegazione (la didascalia parla di «Pietro con pochi cristiani»). E non aggiungono altro, salvo il fatto che «Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio».

Questa cordialità, rimarcata dal mosaico, era reciproca e durava da tempo, se si pensa che Paolo, ai cristiani di Roma, aveva già scritto una Lettera, tre o quattro anni prima: dove parlava del Vangelo come «potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede» e dove già mandava i suoi saluti a una trentina di persone, a dire quanto i primi credenti si conoscessero e quanta fraternità regnasse tra loro, non solo tra Pietro e Paolo.

Non può essere che, ogniqualvolta si parla di comunità – sia che la si voglia rilevante sia che la si preferisca irrilevante – venga trascurato un elemento che irrilevante non è: il clima di amicizia e di fiducia.

Pietro e Paolo
L’incontro di Pietro e Paolo al Foro di Appio, 1143 ca., mosaico, Palermo (Cappella Palatina)
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