Se non si leggesse la didascalia, si potrebbe pensare all’incontro di due personaggi storici in occasione di un evento. Ma la didascalia fa capire che gli eventi vanno preparati e che nell’abbraccio va compreso anche qualcun altro, che qui non compare: la comunità cristiana di Roma. Perché è lei, ovviamente con Pietro, a voler andare incontro a Paolo; è lei, ovviamente con Pietro, che lo va a prendere, gli dà il benvenuto e poi lo scorta in città. Insomma, ciò che il mosaico celebra, pur senza mostrarla, è la cordialità di tutti coloro che hanno reso possibile l’incontro.
Il “prequel”, cioè il momento-prima dell’arrivo di Paolo a Roma, che è qui raffigurato, viene narrato meglio dagli Atti degli Apostoli, negli ultimi due capitoli. Così sappiamo che, dopo un viaggio travagliato, passando per Cipro, Creta e Malta, e successivamente Siracusa e Reggio, Paolo sbarca a Pozzuoli (all’epoca uno dei porti di Roma). Di lì prosegue a piedi, accompagnato da Luca e da un soldato romano, a fargli da guardiano. Finché in due località, la prima a 65 chilometri dalla capitale (il Foro di Appio, una stazione di sosta) e l’altra a 50 chilometri (denominata Tre Taverne, nei pressi dell’attuale Cisterna di Latina), alcuni fratelli di Roma, informati dello sbarco di Paolo, vanno ad accoglierlo. Gli Atti non dicono quanti fossero: probabilmente una piccola delegazione (la didascalia parla di «Pietro con pochi cristiani»). E non aggiungono altro, salvo il fatto che «Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio».
Questa cordialità, rimarcata dal mosaico, era reciproca e durava da tempo, se si pensa che Paolo, ai cristiani di Roma, aveva già scritto una Lettera, tre o quattro anni prima: dove parlava del Vangelo come «potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede» e dove già mandava i suoi saluti a una trentina di persone, a dire quanto i primi credenti si conoscessero e quanta fraternità regnasse tra loro, non solo tra Pietro e Paolo.
Non può essere che, ogniqualvolta si parla di comunità – sia che la si voglia rilevante sia che la si preferisca irrilevante – venga trascurato un elemento che irrilevante non è: il clima di amicizia e di fiducia.







