Vedendo Gesù assediato dalla folla e vedendo la difficoltà di raggiungerlo, non può essere che quattro cittadini di Cafarnao, invece di darsi per vinti, si facciano venire un’idea pazza: quella di scoperchiare il tetto e di calare dall’alto l’amico paralitico, pur di piazzarlo in prima fila (ndr: che venga da qui l’espressione “imbucarsi”?).
Nel raccontare questa guarigione, i Vangeli le premettono un gerundio, che è sempre il medesimo: «Gesù, vedendo la loro fede…», scrive Matteo (9,2); «Gesù, vedendo la loro fede…», scrive Marco (2,5); «Gesù, vedendo la loro fede…», scrive Luca (5,20). A dire come il Signore abbia apprezzato non poco la grinta e la creatività dei magnifici quattro.
Anche loro si erano mossi a partire da una premessa: vedendo un amico bisognoso di aiuto ed essendo determinati a presentarlo a Gesù, hanno trovato il modo di metterlo prima di tutto e di tutti. E si sono impegnati a ogni costo e con ogni mezzo (ndr: che venga da qui l’espressione “farsi in quattro”?), avendo capito di non poter stare fermi in poltrona, ad aspettare che fosse Lui a muoversi.
Perché non usare, anche noi, cervello e mani per mettere davanti al Signore chi vorrebbe conoscerlo da vicino, ma non sa come fare perché ha troppa folla davanti a sé? Chissà che, vedendo la nostra determinazione, Lui non ci venga incontro…







