13 Ott 2026

Elezioni in Nigeria, la sfida dell’intelligenza artificiale: trasparenza, rischi e responsabilità

Efficienza tecnologica, controllo umano e responsabilità pubblica: i dilemmi etici sollevati dal progetto della commissione elettorale nigeriana alla luce del pensiero di Luciano Floridi

AI generated

A meno di cento giorni dalle elezioni generali nigeriane previste per il 16 gennaio 2027, la Commissione elettorale nazionale indipendente, l’Independent National Electoral Commission (INEC), ha annunciato il 6 ottobre 2026 il suo piano di integrare l’Intelligenza Artificiale per la raccolta dei risultati elettorali e la gestione della sicurezza informatica.

Voto libero e trasparente: i meccanismi per resistere

In teoria, adottare un’agenzia digitale innovativa potrebbe modernizzare l’amministrazione elettorale. Tuttavia, questa proposta ha suscitato una diffusa opposizione pubblica, in particolare da parte di gruppi come il Movimento Obidient, che indica il “glitch” tecnologico irrisolto che ha ostacolato la trasmissione dei risultati durante le elezioni generali del 2023.

In una società che lotta con la diffidenza istituzionale, introdurre sistemi automatizzati senza una supervisione robusta rischia di aggravare i sospetti di manipolazione elettorale.

Valutare l’iniziativa dell’INEC attraverso i cinque principi etici di Luciano Floridi per l’infosfera offre una lente critica per esaminare se l’implementazione dell’IA sia moralmente corretta o intrinsecamente difettosa. Il libro di Floridi, Etica dell’Intelligenza Artificiale: Sviluppi, Opportunità, Sfide (Raffaello Cortina ed., 2022), adatta quattro principi bioetici classici; Beneficenza, Non Maleficenza, Autonomia e Giustizia, e aggiunge un quinto principio digitale chiamato Esplicabilità.

Perché i cinque principi di Floridi potrebbero non bastare

Il principio della Beneficenza impone che le tecnologie IA debbano essere create per il bene comune e il benessere umano. Sebbene la raccolta dei risultati tramite IA nelle prossime elezioni possa teoricamente accelerare l’elaborazione dei risultati, implementarla in un contesto socio-politico caratterizzato da gravi deficit di fiducia non produce un reale beneficio sociale. Invece di favorire la stabilità, una distribuzione prematura rischia di provocare una reazione negativa pubblica ed erosione ulteriore della fiducia democratica.

Strettamente collegata è la Non Maleficenza, che obbliga sviluppatori e utilizzatori di IA a “non fare danno” prevenendo minacce alla sicurezza e usi sistemici. La raccolta dei risultati elettorali è un ambiente ad alto rischio in cui vulnerabilità algoritmiche o un design software difettoso possono portare a fallimenti catastrofici. Pertanto, l’implementazione di strumenti automatizzati non verificati espone processi democratici critici ad attacchi informatici o manomissioni interne, causando gravi danni alla fiducia pubblica.

Inoltre, secondo il principio di Autonomia, la società deve bilanciare la delega dei compiti con la preservazione del potere decisionale umano. La sovranità democratica richiede che l’autorità elettorale rimanga affidata a cittadini e funzionari umani piuttosto che ad agenti automatizzati. Floridi sostiene un modello “decide-to-delegate” (decisione di delega) in cui qualsiasi autonomia artificiale rimane superabile, assicurando che gli esseri umani rimangano saldamente “dentro, on, e dopo” per rivedere, controllare o invertire gli esiti automatizzati.

Allo stesso modo, il principio di Giustizia impone che l’IA debba eliminare l’ingiustizia, preservare la solidarietà e prevenire la discriminazione. In un contesto elettorale, la giustizia richiede una protezione uguale contro i pregiudizi sistemici. Se le strutture dati o gli algoritmi che regolano la raccolta dei risultati contengono pregiudizi nascosti o assunzioni errate, gli strumenti di IA potrebbero distorcere il conteggio dei voti e compromettere l’equità democratica.

Tuttavia, la critica più severa alla proposta dell’INEC si basa sul quinto principio della Floridi, l’Esplicabilità o Spiegabilità “che include sia il senso epistemologico di “intelligibilità” sia il senso etico di “responsabilità””. Questo principio incorpora sia l’Intelligibilità basata sulla domanda “come funziona?”, sia la Responsabilità, “chi è responsabile di come funziona?” L’esplicabilità si confronta direttamente con il fenomeno della “scatola nera”, dove sistemi la cui logica di elaborazione, codice e percorsi decisionali interni rimangono opachi o indecifrabili agli osservatori esterni. L’annuncio dell’INEC lascia domande critiche senza risposta riguardo all’origine, al design, al funzionamento interno e ai dettagli tecnici di questi strumenti di IA proposti. Quali entità hanno sviluppato gli algoritmi? Quali dataset storici sono stati utilizzati per l’addestramento? I codici sorgente sono aperti a audit pubblico indipendente? Senza una documentazione trasparente e rigorosi test pre-implementazione, un risultato elettorale prodotto da un algoritmo opaco diventa una scatola nera indecifrabile.

Utili, sì, ma poi la politica è altra cosa

Questa opacità crea un rischio allarmante di quello che Floridi definisce “riciclaggio dell’agire“, “un errore morale che consiste nel prendere le distanze da azioni moralmente sospette, indipendentemente dal fatto che tali azioni siano o no intenzionali, dando la colpa all’algoritmo”. Secondo Floridi, l’IA opera come un’agenzia non intelligente (agere sine intelligere), svolgendo compiti complessi senza coscienza morale o intenzionalità. Quindi, quando si verifica un guasto tecnologico, come il “glitch” elettorale inspiegabile del 2023, un sistema opaco permette ai funzionari di ritirarsi dietro una difesa “il computer lo ha detto”, deviando la responsabilità pubblica. Perché l’IA soddisfi il principio di esplicabilità, l’organo elettorale deve stabilire completa trasparenza tecnica, meccanismi di revisione pubblica e catene chiare di responsabilità legale molto prima del giorno delle elezioni.

Nel complesso, l’IA non è una soluzione magica in grado di risolvere istantaneamente le difficoltà dell’amministrazione elettorale. Senza soddisfare il quadro etico di Luciano Floridi, in particolare l’imperativo di esplicabilità, l’utilizzo dell’IA per la raccolta dei risultati nelle prossime elezioni nigeriane rischia di sostituire la trasparenza democratica con una scatola nera digitale non verificata. Per salvaguardare l’integrità democratica, l’INEC deve dare priorità alla esplicabilità aperta, alla verifica pubblica e alla responsabilità umana rispetto all’automazione tecnologica frettolosa.

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