Allenare la mente e il cuore/3. La consapevolezza sociale

Mettersi nei panni degli altri, coltivare empatia, assumere comportamenti consapevoli, apprezzare le diversità... Migliorare le nostre relazioni e, magari anche il contesto sociale nel quale viviamo, è possibile

Eccoci! Riprendiamo il meraviglioso viaggio tra le competenze socio-emotive, siamo giunti ad esplorare la consapevolezza sociale, fondamentale per star bene con se stessi e con gli altri in diversi contesti e situazioni, sempre ricordando, che ciò richiede migliorare la capacità di riflettere profondamente e scegliere liberamente, assumendosi la responsabilità del proprio modo di agire tenendo conto di sé, degli altri e del contesto. Per sviluppare consapevolezza sociale è necessario aver potenziato la consapevolezza di sé e la gestione di sé; quindi, il consiglio è andare a curiosare tra gli allenamenti precedenti.

La consapevolezza sociale riguarda la capacità di assumere la prospettiva dell’altro, di empatizzare, di cogliere, comprendere e riconoscere le norme sociali presenti in un contesto, di apprezzare la diversità. Esploriamo un aspetto alla volta considerando alcuni accorgimenti e spunti di riflessione.

Nei panni degli altri

Dunque, partiamo! Come aumentare la nostra capacità di assumere la prospettiva altrui? Considerare un evento, un fatto, una questione dal punto di vista di un’altra persona, mettersi nei suoi panni e cogliere dalla sua prospettiva, ciò richiede relativizzare la propria posizione e considerarla una tra le possibili, ascoltare profondamente l’altro, comprenderlo, sospendendo il giudizio (attenzione! Quest’ultimo a volte denota la presunzione che la nostra opinione sia certamente migliore di quella altrui). Per allenarsi potrebbe essere interessante:

  1. provare a ipotizzare la posizione di una persona e poi verificarla, chiedendo direttamente all’interessato/a;
  2. nelle conversazioni, ascoltare l’altra persona e provare a rispecchiarla, magari riportando in sintesi la sua posizione (parafrasi) prima di esprimere la propria, per esempio iniziando la frase con “Mi stai dicendo che”…
  3. chiedersi quanto si è disposti a cambiare la propria prospettiva o opinione e perché (riflettendo su cosa per noi è irrinunciabile, quali sono i valori che guidano i nostri pensieri e le nostre azioni e ricordando che gli altri possono basarsi su valori diversi);
  4. chiedersi quali emozioni provoca in noi una posizione diversa dalla nostra e perché ciò accade (soprattutto se tale emozione è irritazione);
  5. Immaginare di assumere come propria la posizione altrui e chiedersi quanto la si riterrebbe appropriata, utile o troppo distante e perché.

Mettersi nei panni dell’altro, assumere la prospettiva altrui, relativizzare la nostra visione, ci permette di sviluppare il pensiero critico, la capacità creativa di andare oltre il già conosciuto e imparare a trovare soluzioni ulteriori rispetto a quelle che troveremmo guardando dalla sola nostra prospettiva. Effetti collaterali ma interessanti potrebbero essere: sui social, diventare più capaci di riconoscere quali informazioni stiamo ricevendo e fermarsi a riflettere su cosa scegliere piuttosto che lasciarsi trasportare dagli algoritmi; nella vita reale, ascoltare più attentamente gli altri cercando di comprendere e posticipare il giudizio.

Allenare l’empatia

Empatizzare è la capacità di entrare in contatto con le emozioni e i pensieri altrui, comprenderli profondamente e saperli rispecchiare. Per allenare la nostra capacità empatica è necessario “fare spazio”, saper distinguere tra quello che sentiamo noi e quello che sente l’altro/a, ricordando che non stiamo nella testa dell’altro/a e dunque per essere sicuri di quello che cogliamo dobbiamo chiedere conferma. Cosa ci permette di riconoscere le emozioni altrui? Innanzitutto, le espressioni facciali, il linguaggio del corpo, il modo in cui l’altra persona ci parla (tono di voce, pause ecc.), quello che ci dice. Per avere conferma della comprensione, possiamo rimandarle quello che stiamo percependo iniziando con una probabilità: “Mi sembra che tu ti senta…”. Esercizi per allenarci possono essere:

  1. Quando siamo in giro, provare ad osservare alcune persone e ipotizzare cosa stanno sentendo (attenzione a non stalkerizzare);
  2. Mentre parliamo con una persona cara, cogliere non solo quello che ci dice ma il modo in cui lo fa, rimandando cosa abbiamo percepito: “Mi sembra che tu ti senta…”
  3. Mentre guardiamo un film, possiamo immedesimarci nei diversi personaggi e provare a cogliere profondamente come possono sentirsi.

Provare empatia, riconoscere e comprendere le emozioni e i pensieri altrui sono capacità fondamentali, non solo nelle relazioni affettive ma in tutte le interazioni umane, ci permettono di creare legami più autentici, affrontare i conflitti per il bene di tutti i contendenti, superare gli egoismi.

Scegliere i nostri comportamenti

Cogliere le norme sociali e culturali di un contesto significa fare attenzione a dove ci troviamo, a come si comportano le persone in quell’ambiente, comprenderne il valore, rispettarlo e magari provare ad adattarci ed integrarci.  Uno degli elementi chiave è il riconoscerci interdipendenti, cioè dipendenti reciprocamente. Ogni nostra azione ha delle conseguenze per gli altri e le azioni degli altri hanno delle conseguenze per noi. Si pensi se si buttasse un mozzicone di sigaretta dal finestrino di un’auto in corsa ed andasse a finire su una sterpaglia secca avviando un incendio…; se al parco lasciassimo sporchi e pieni di immondizia la panchina o il tavolo da pic-nic…

Riconoscersi interdipendenti in un gruppo sociale ci permette di rispettarci maggiormente e di scegliere comportamenti che favoriscono il benessere nostro e altrui. Per allenare tale capacità è importante osservare, fare attenzione a dove si è, riflettere su come possiamo stare bene noi e far star bene gli altri.

Apprezzare la diversità

Apprezzare la diversità richiede innanzitutto conoscersi, andare oltre ciò che appare, provare a mettersi nei panni altrui e cogliere come ci si sta, incuriosirsi di come pensa, sente, vede le cose una persona diversa da sé e riconoscere ciò come una ricchezza, una meravigliosa opportunità di riconoscere il valore di ognuno. Questo aspetto di tale ambito di competenza abbraccia tutti gli altri, quanto sarebbe bello se ognuno di noi allenasse questa capacità… ci riconoscessimo tutti di valore nelle nostre diversità, ci apprezzassimo di più, cercassimo di cogliere il bene e il bello in ognuno e agissimo nel privato e in pubblico per creare le condizioni migliori per star bene tutti…. Sembra utopico pensare ciò, ma certamente possiamo partire da noi!

Allenare questo ambito di competenza significa coglierci nelle nostre diversità, rispettarci, imparare a sentirci interdipendenti, può migliorare la nostra capacità di esprimere opinioni, gestire i conflitti, risolvere problemi e prendere decisioni considerando se e gli altri. Potremmo migliorare le nostre relazioni affettive e, magari chissà nel nostro piccolo, anche il contesto sociale nel quale viviamo. Buon allenamento!!


Leggi anche:

Allenare la mente e il cuore/1. La consapevolezza di sé – Open Prisma

Allenare la mente e il cuore/2. La gestione di sé – Open Prisma

 

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