14 Mar 2026

NON PUÒ ESSERE! Il piccolo che torna bambino

L’inconsueto, l’illogico, l’inverosimile in: "Zaccheo e l’ingresso di Gesù in Gerusalemme", fine IV secolo, Tarragona (Spagna), sarcofago sulla facciata della cattedrale

Non può essere che i ragazzi di Gerusalemme, in tante opere d’arte arrampicati sugli alberi per rendere omaggio a Gesù, non vengano nemmeno nominati dai Vangeli. Mai una volta. Allora, come sono saltati fuori?

Benché sia paradossale nascere in un sepolcro, l’origine di questi ragazzi sta forse proprio qui, nei sarcofagi paleocristiani, quando rappresentano l’incontro di Gesù con Zaccheo, cioè l’episodio – avvenuto a Gerico e narrato dal solo Luca – che precede l’ingresso in Gerusalemme.

La storia del personaggio è nota: piccolo di statura e desideroso di conoscere il Nazareno di cui tutti parlano, per osservarlo meglio Zaccheo sale su un sicomoro. Quindi è lui, il capo dei pubblicani, l’omino sull’albero che viene scolpito nella pietra. Sappiamo poi che, dopo averlo notato, Gesù lo invita a scendere e va a casa sua. E sappiamo, infine, che Zaccheo cambia vita… diventando proprio un’altra persona, capace di dare ai poveri la metà di quanto possiede e il quadruplo di quanto ha rubato.

Ma che cosa succede in un sarcofago a fregio continuo, cioè senza confini fra un episodio e l’altro? Succede che l’albero su cui è montato Zaccheo sembra far parte della scena seguente (quella, appunto, dell’ingresso in Gerusalemme), così che l’omino sull’albero (Zaccheo) viene scambiato per un bambino di Gerusalemme che fa festa a Gesù.

Comprimere troppe cose in poco spazio può creare equivoci… e qualche scultore se ne rende conto, tant’è che, in alcuni sarcofagi (come questo di Tarragona), Zaccheo ha la barba. Ma, se questa manca o non si vede bene, è facile prenderlo per un bambino. Un bambino messo al mondo da un “affastellamento”, ossia dalla sovrapposizione di due episodi.

Ci consola immaginare che Zaccheo, tornato ad avere un cuore infantile, sia felicissimo d’essere confuso con un bimbo che fa festa al Signore. D’altronde, non era diventato un’altra persona?

 

Zaccheo
Il sarcofago di Tarragona (in alto) a confronto con uno simile dei Musei Vaticani (in basso). In quest’ultimo, il personaggio sull’albero, dallo sguardo rivolto a destra, già pare uno dei bambini che fanno festa a Gesù. I due sarcofagi fanno parte del tipo “di Bethesda”, dal nome della piscina di Gerusalemme dove avviene il miracolo rappresentato nella zona centrale (Gv 5,1-18).

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