“The Chosen”: quando la storia di Gesù diventa una narrazione globale

Il successo della serie televisiva è dovuto a molti fattori: è una storia corale, che affronta la dimensione esperienziale della fede, che piace anche ai non credenti. E mostra che, nell’epoca digitale, anche i grandi racconti religiosi possono trovare nuove forme di espressione

foto: thechosen.tv

Negli ultimi anni il racconto religioso ha trovato nuovi spazi nei linguaggi della cultura popolare. Tra i fenomeni più significativi vi è certamente The Chosen, la serie televisiva ideata, scritta e diretta da Dallas Jenkins, che racconta la vita di Gesù di Nazareth attraverso lo sguardo delle persone che lo hanno incontrato: i discepoli, Maria Maddalena, Nicodemo, la famiglia di Pietro e molti altri personaggi dei Vangeli.

La particolarità della serie non consiste soltanto nel contenuto religioso, ma soprattutto nella scelta narrativa. The Chosen non propone una semplice ricostruzione cronologica degli episodi evangelici, bensì costruisce una storia corale, in cui i personaggi vengono presentati nella loro dimensione umana: con dubbi, fragilità, paure e percorsi di cambiamento. Gesù appare così non soltanto come una figura teologica, ma come una presenza capace di entrare nelle relazioni e nelle vicende concrete delle persone.

Questa impostazione ha favorito un coinvolgimento emotivo molto forte da parte degli spettatori, perché utilizza gli strumenti tipici della serialità contemporanea: sviluppo dei personaggi, intrecci narrativi, approfondimento psicologico e costruzione dell’empatia. La serie intercetta così una modalità di fruizione oggi molto diffusa: l’incontro con i grandi temi religiosi non avviene necessariamente attraverso un percorso istituzionale o catechetico, ma anche attraverso racconti audiovisivi capaci di suscitare identificazione e partecipazione emotiva.

Un fenomeno nato dal basso

Uno degli aspetti più innovativi di The Chosen riguarda il suo modello produttivo. La serie è nata attraverso una campagna di crowdfunding, coinvolgendo migliaia di sostenitori, che hanno contribuito economicamente alla realizzazione del progetto. La prima stagione è stata finanziata attraverso il sostegno diretto degli spettatori, trasformando il pubblico stesso in una comunità partecipativa attorno al prodotto.

Questo modello ha anticipato una trasformazione più ampia nel rapporto tra media e pubblico: gli spettatori non sono più soltanto consumatori di contenuti, ma possono diventare sostenitori, promotori e diffusori di una narrazione attraverso le reti digitali.

La produzione ha inoltre costruito una strategia comunicativa basata sulla relazione continua con gli spettatori: social network, applicazione ufficiale, eventi dal vivo e iniziative di condivisione hanno contribuito a creare una vera comunità attorno alla serie.

Un pubblico internazionale

Il successo di The Chosen ha superato rapidamente i confini degli Stati Uniti. Secondo i dati diffusi dalla produzione attraverso 5&2 Studios e i canali ufficiali della serie, il progetto ha raggiunto oltre 100 milioni di spettatori nel mondo, con centinaia di milioni di visualizzazioni degli episodi e una distribuzione internazionale attraverso piattaforme digitali, applicazioni dedicate e accordi con servizi streaming.

La serie è stata tradotta in numerose lingue, favorendo la circolazione globale del racconto evangelico. L’app ufficiale di The Chosen ha rappresentato un elemento centrale di questa strategia, permettendo agli utenti di accedere agli episodi gratuitamente e offrendo materiali aggiuntivi, approfondimenti biblici e contenuti dietro le quinte.

Il fenomeno mostra come la religione possa inserirsi nei nuovi ecosistemi mediali, dove streaming, social network e comunità online contribuiscono alla costruzione dell’esperienza dello spettatore.

Perché gli spettatori seguono The Chosen?

L’impatto della serie sul pubblico sembra legato ad alcuni elementi comunicativi particolarmente efficaci.

Il primo riguarda la personalizzazione della narrazione. La serie permette agli spettatori di avvicinarsi ai personaggi biblici non come figure lontane, ma come persone con emozioni, conflitti e problemi riconoscibili. Pietro, Matteo, Maria Maddalena e gli altri discepoli diventano protagonisti di storie di trasformazione personale.

Il secondo elemento riguarda la dimensione esperienziale della fede. Per molti spettatori la serie non rappresenta soltanto un prodotto di intrattenimento, ma un’occasione di riflessione spirituale, di confronto con il testo biblico o di riscoperta della figura di Gesù. Numerose testimonianze presenti nelle comunità online dedicate alla serie sottolineano il coinvolgimento emotivo e il desiderio di approfondire i contenuti evangelici dopo la visione.

Il terzo elemento è la capacità della serie di intercettare anche pubblici non necessariamente praticanti. Attraverso il linguaggio audiovisivo contemporaneo, The Chosen propone una porta d’ingresso narrativa alla figura di Gesù, più vicina alle modalità con cui oggi molte persone incontrano contenuti culturali e spirituali.

Una nuova forma di comunicazione religiosa?

Dal punto di vista della comunicazione religiosa, The Chosen rappresenta un caso interessante perché mostra il passaggio da una trasmissione prevalentemente istituzionale della fede a una modalità narrativa, personale e condivisibile.

La serie può essere letta all’interno del più ampio fenomeno della mediatizzazione della religione: i media non sono soltanto strumenti utilizzati dalle istituzioni religiose, ma diventano ambienti nei quali le persone elaborano significati, costruiscono comunità e condividono esperienze spirituali. In questo senso The Chosen non sostituisce la dimensione comunitaria della fede, ma mostra come i media possano diventare luoghi di primo incontro, riflessione e dialogo.

Tuttavia, il fenomeno presenta anche alcune questioni critiche. La forza emotiva della narrazione può favorire una maggiore vicinanza al messaggio evangelico, ma può anche comportare il rischio di ridurre il cristianesimo prevalentemente a un’esperienza individuale ed emotiva. Inoltre, come ogni prodotto audiovisivo, The Chosen non coincide con il testo biblico: contiene elementi narrativi aggiunti, interpretazioni degli autori e scelte drammaturgiche funzionali alla costruzione della storia. Per questo motivo il valore della serie non dovrebbe essere valutato soltanto in termini di successo quantitativo, ma anche nella capacità di generare domande, approfondimento e confronto.

La nuova stagione: verso il momento centrale del racconto evangelico

Il percorso narrativo di The Chosen continua con nuove stagioni che accompagnano progressivamente gli spettatori verso gli eventi centrali della vicenda evangelica.

La sesta stagione della serie è prevista per il 15 novembre 2026 e sarà dedicata agli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, conducendo il racconto verso la Passione. La produzione ha annunciato che questa fase rappresenterà uno dei momenti più importanti dell’intero progetto narrativo.

La scelta conferma una delle caratteristiche principali della serie: raccontare gli eventi evangelici non soltanto come episodi storici, ma attraverso l’esperienza dei personaggi coinvolti. La Passione viene quindi presentata attraverso le emozioni, i conflitti e le relazioni di coloro che accompagnano Gesù.

L’attesa per la nuova stagione dimostra inoltre la capacità della serie di costruire una comunità stabile di spettatori, che segue il percorso narrativo nel tempo e partecipa alla diffusione del prodotto attraverso reti digitali e sociali.

Comprendere l’esperienza degli spettatori

Il vero interesse culturale di The Chosen non sta soltanto nei numeri raggiunti, ma nel modo in cui modifica il rapporto tra pubblico, narrazione religiosa e partecipazione.

La serie mostra che, nell’epoca digitale, anche i grandi racconti religiosi possono trovare nuove forme di espressione attraverso i linguaggi della cultura audiovisiva contemporanea. Il pubblico non si limita più a guardare una storia: la commenta, la condivide, la interpreta e la integra nella propria esperienza personale. Per questo motivo The Chosen costituisce un laboratorio privilegiato per studiare il rapporto tra media, fede e società contemporanea: un esempio significativo di come una narrazione antica possa essere nuovamente raccontata attraverso le forme della serialità globale.

condividi su