Mojtaba Khamenei ora guida l’Iran. Ed è difficile dire cosa succederà

Il figlio della Guida Suprema uccisa in un attacco aereo il 28 febbraio, ora deve da una parte preservare la stabilità del sistema, dall'altra trovare una via d’uscita dall'attuale, insostenibile situazione

foto: Hossein Velayati / farsnews.ir

L’Iran entra in una fase politica estremamente delicata, dopo la nomina di Mojtaba Khamenei a nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica. Se questa transizione di potere verrà confermata ufficialmente, non rappresenterà soltanto un cambio alla guida dello Stato, ma un momento cruciale nella storia del sistema iraniano nato dopo la rivoluzione del 1979. In Iran, infatti, la Guida Suprema non è solo un’autorità religiosa, ma il centro decisionale dello Stato e l’ultima istanza nelle questioni di guerra, pace e politica estera.

Questo passaggio avviene in un contesto regionale e internazionale estremamente complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche, conflitti e forti pressioni economiche. Per questo motivo la scelta della nuova guida non può essere letta soltanto come una decisione interna, ma come un passaggio con possibili conseguenze sugli equilibri regionali e sulle relazioni tra l’Iran e il resto del mondo.

Da figura dietro le quinte al vertice del sistema

Per molti anni, Mojtaba Khamenei è stato considerato una figura influente all’interno delle strutture del potere iraniano, pur rimanendo relativamente lontano dalla scena politica pubblica. Ha studiato teologia nella città di Qom e ha acquisito un ruolo importante all’interno dell’ufficio del padre, costruendo allo stesso tempo relazioni significative con i Guardiani della Rivoluzione, una delle istituzioni più potenti dello Stato iraniano.

Questo ruolo informale lo ha reso uno dei nomi più citati nelle analisi sulla futura successione. Se dovesse assumere ufficialmente la guida del Paese, passerebbe da un’influenza indiretta a una posizione di comando diretto sul sistema politico e militare iraniano.
Secondo la Costituzione iraniana, la Guida Suprema è il comandante in capo delle forze armate e l’autorità finale nella definizione delle politiche generali dello Stato. Ha il potere di nominare i principali comandanti militari, il capo del potere giudiziario e alcuni membri chiave del Consiglio dei Guardiani.

La Guida Suprema può inoltre dichiarare guerra o pace e intervenire per risolvere conflitti tra le diverse istituzioni dello Stato. Per questo motivo, questa posizione rappresenta il vero centro del potere nel sistema politico iraniano, ben oltre una semplice funzione religiosa o simbolica.

Una scelta per preservare il sistema

Alcune analisi politiche suggeriscono che la scelta di Mojtaba Khamenei possa far parte di una strategia più ampia per preservare la stabilità del sistema iraniano in un momento particolarmente delicato. La presenza di una figura strettamente legata all’attuale struttura di potere potrebbe contribuire a evitare conflitti interni tra le diverse élite politiche e militari.

Inoltre, i suoi rapporti con i Guardiani della Rivoluzione potrebbero aiutarlo a mantenere un equilibrio tra le principali istituzioni del sistema, un fattore decisivo in una fase di transizione del potere.

L’Occidente potrebbe accettare questa scelta?

Alcuni osservatori ritengono che i Paesi occidentali possano essere meno contrari a questa soluzione, rispetto ad altre possibili alternative considerate più radicali o meno prevedibili. Per alcune capitali occidentali, la continuità dello Stato iraniano potrebbe essere preferibile rispetto al rischio di un collasso istituzionale o di un periodo di instabilità interna.

Da questo punto di vista, Mojtaba Khamenei potrebbe essere visto come una figura capace di gestire una fase di transizione che mantenga la stabilità del sistema, aprendo allo stesso tempo la porta a possibili adattamenti politici o diplomatici se le condizioni economiche e internazionali lo richiedessero.

Possibili trasformazioni regionali

In questo contesto, alcuni analisti ipotizzano anche uno scenario più ampio: una graduale revisione della politica regionale dell’Iran. I cambiamenti geopolitici in Medio Oriente negli ultimi anni, in particolare la nascita di nuovi processi di normalizzazione tra alcuni Paesi arabi e Israele, hanno creato un nuovo equilibrio politico nella regione.

Per questo motivo, alcuni osservatori ritengono che in futuro l’Iran possa lentamente avvicinarsi a nuovi assetti diplomatici regionali, se ciò dovesse servire a garantire la sopravvivenza del sistema e ad alleviare le pressioni economiche e internazionali, persino con la possibilità di un coinvolgimento in nuove architetture diplomatiche come gli Accordi di Abramo.

Le sfide davanti alla nuova guida

Nonostante ciò, il percorso della nuova Guida Suprema non sarà semplice. Tre grandi sfide emergono all’orizzonte.

La prima riguarda la necessità di consolidare la legittimità politica all’interno del sistema, soprattutto considerando le discussioni che potrebbero nascere intorno al fatto che il potere passi al figlio della guida precedente.

La seconda riguarda la gestione delle tensioni regionali, cercando di evitare che il Paese venga trascinato in un conflitto più ampio che potrebbe aggravare ulteriormente la situazione economica.

La terza sfida è quella economica e sociale. L’economia iraniana continua a essere sotto forte pressione a causa delle sanzioni internazionali e delle difficoltà finanziarie interne.

L’inizio di una nuova fase

In definitiva, l’ascesa di Mojtaba Khamenei al ruolo di Guida Suprema potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova fase nella storia della Repubblica Islamica. L’uomo che per anni ha operato dietro le quinte del potere si trova ora davanti a una responsabilità enorme: preservare la stabilità del sistema e allo stesso tempo trovare una via d’uscita dalle pressioni regionali e internazionali.

Il modo in cui riuscirà a bilanciare questi due obiettivi potrebbe determinare non solo il carattere della sua leadership, ma anche il ruolo dell’Iran negli equilibri politici del Medio Oriente e del sistema internazionale nei prossimi decenni.

condividi su