Smartphone, attenzione e scuola: cosa ci dicono i dati più recenti sui giovani

Molti giovani riconoscono che lo smartphone è fonte di distrazione e che servono regole. Ma il vero problema è creare spazi educativi in cui attenzione, benessere e competenze possano svilupparsi insieme

Il rapporto EYES UP 2025 offre uno sguardo approfondito sul rapporto tra adolescenti, smartphone e attenzione, con particolare riferimento al contesto scolastico. I dati raccolti restituiscono l’immagine di una generazione pienamente immersa nell’ambiente digitale, per la quale il telefono non è solo uno strumento di comunicazione, ma un vero e proprio prolungamento della vita sociale, emotiva e cognitiva.

Uno smartphone sempre presente

Secondo il report, coordinato dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca, insieme all’Università di Brescia, all’associazione Sloworking e al Centro Studi Socialis, l’uso dello smartphone è quotidiano e precoce per la grande maggioranza dei giovani coinvolti nella ricerca: oltre l’80% dichiara di utilizzare lo smartphone ogni giorno e circa due terzi riferiscono di controllarlo più volte all’ora. Il dispositivo accompagna tutte le fasi della giornata, dal risveglio alla sera, dallo studio al tempo libero.

In particolare, emerge una forte sovrapposizione tra tempo online, relazioni amicali e gestione delle emozioni: circa il 70% degli studenti indica lo smartphone come strumento centrale per mantenere i contatti con il gruppo dei pari, rendendo difficile separare nettamente i momenti “connessi” da quelli offline.

Attenzione, concentrazione e apprendimento

Uno dei nuclei centrali del progetto EYES UP riguarda l’impatto dello smartphone sui processi attentivi. I dati mostrano come circa 6 studenti su 10 percepiscano il telefono come una fonte frequente di distrazione, soprattutto durante le attività di studio e in classe. Notifiche, messaggi e social media frammentano l’attenzione e rendono più complesso mantenere la concentrazione su compiti prolungati.

Allo stesso tempo, il report evidenzia che oltre la metà degli studenti riconosce la necessità di regole e limiti nell’uso dello smartphone a scuola. Non emerge quindi un rifiuto delle norme, ma piuttosto una richiesta implicita di accompagnamento e di cornici chiare.

Benessere e ambivalenza digitale

L’esperienza digitale descritta dal report è fortemente ambivalente. Da un lato, lo smartphone è percepito come uno strumento indispensabile di connessione, supporto emotivo e appartenenza al gruppo dei pari; dall’altro, circa 4 giovani su 10 associano l’uso intenso del telefono a stanchezza mentale, ansia o difficoltà di autoregolazione.

Questa ambivalenza conferma che il problema non è lo smartphone in sé, ma il modo in cui viene integrato nella quotidianità e nei contesti educativi.

Il divieto dello smartphone a scuola: una misura controversa

Alla luce di questi dati, il recente divieto di utilizzo dello smartphone a scuola introdotto in Italia si inserisce in un dibattito complesso. Da un lato, la misura risponde a un’esigenza reale, evidenziata anche dal report EYES UP: ridurre le fonti di distrazione e tutelare l’attenzione durante le attività didattiche. Dall’altro, il rischio è che un approccio esclusivamente proibitivo non intercetti i bisogni educativi più profondi dei giovani.

I dati suggeriscono che molti studenti non chiedono semplicemente di “usare di più” lo smartphone, ma di imparare a usarlo meglio. In questo senso, il divieto può essere efficace solo se accompagnato da percorsi di educazione digitale, riflessione critica e responsabilizzazione.

Il report EYES UP 2025 mostra con chiarezza, che lo smartphone è ormai parte integrante dell’esperienza giovanile e scolastica. Vietarlo senza spiegazioni rischia di produrre distanza e incomprensione; integrarlo senza regole rischia di amplificare le criticità già presenti. La vera sfida per la scuola e per gli adulti non è scegliere tra permissività e proibizione, ma costruire spazi educativi in cui l’attenzione, il benessere e la competenza digitale possano crescere insieme.

Cosa dicono i numeri

  • Oltre l’80% dei giovani utilizza lo smartphone ogni giorno; circa due terzi lo controllano più volte all’ora.
  • Circa il 70% considera il telefono uno strumento centrale per mantenere le relazioni con i pari.
  • 6 studenti su 10 percepiscono lo smartphone come una fonte frequente di distrazione nello studio e in classe.
  • Oltre la metà riconosce la necessità di regole e limiti nell’uso dello smartphone a scuola.
  • 4 giovani su 10 associano l’uso intenso del telefono a stanchezza mentale, ansia o difficoltà di autoregolazione.

(Dati: EYES UP –2025)

condividi su