«Una società è davvero moderna solo se è profondamente umana». È l’idea alla base del Manifesto per l’Umanizzazione della Società, proposto da FareRete InnovAzione BeneComune Aps.
L’associazione, nata dalle idee di Michele Corsaro (1941-2009), direttore Generale di MEDI-PRAGMA, si pone come obiettivo quello di promuovere il Bene Comune, che non consiste nel primato dell’Io, ma nel riuscire a costruire una vera e propria rete sociale. MEDI-PRAGMA, società italiana specializzata nelle ricerche di mercato e nella consulenza nel settore sanitario (farmaceutico, cosmetico e diagnostico), ha dunque appoggiato la creazione dell’associazione, che il 24 novembre 2025 ha presentato al Campidoglio il Manifesto per l’Umanizzazione della Società, per denunciare un mondo in cui «si nega la dignità integrale e sociale, dimenticandosi la cura dell’altro e del creato».
Per una società in controtendenza
Il Manifesto si presenta dunque come un invito a costruire insieme una società che vada in controtendenza, che risponda alle guerre, alle violenze e alle disuguaglianze con umanità, cioè quel desiderio profondo di preservare la giustizia, generare legami e custodire la vita.
Alla base di questo progetto ci sono i principi cardine che muovono l’associazione FareRete InnovAzione BeneComune Aps fin dai suoi albori: il primato della persona, consapevoli che la dignità umana è inviolabile; la sussidiarietà, per evitare l’isolamento e l’abbandono; la partecipazione, che implica un prendersi cura come responsabilità collettiva e non solo un gesto individuale.
Per promuovere l’idea di una società che sappia ritornare a essere umana, l’associazione propone azioni concrete che definisce “generative”, capaci di creare un tessuto sociale che accolga, come una rete, coloro che ne fanno parte. Il Manifesto per l’Umanizzazione della Società, infatti, vede FareRete InnovAzione BeneComune, impegnata nella promozione del dialogo interculturale e interreligioso, incentivando il volontariato civico. Si impegna inoltre a contrastare la povertà educativa e l’abbandono scolastico attraverso «la diffusione capillare di spazi culturali aperti, gratuiti e sicuri: biblioteche aperte h24 in ogni provincia, scuole aperte oltre l’orario scolastico, librerie presenti in ogni Comune, come presidi civili contro la povertà educativa, ponti tra generazioni e luoghi di incontro, lettura e socialità», come evidenziato nello stesso manifesto.
Per un Bene Comune che non sia soltanto ideale
Questo Bene Comune si raggiunge attraverso atti concreti, che mirano a restituire vivacità culturale e nuovi scambi anche nelle zone più periferiche, spesso confinate in un margine che si preferisce non guardare. L’associazione si mostra consapevole di dover rimanere ancorata al territorio, per poter attuare le proposte fatte e promulgare l’idea di base che la muove.
Proprio per questo s’impegna anche nell’ambito dell’”ecologia integrale”, favorendo politiche ambientali coerenti a uno sviluppo che sia sostenibile per il pianeta e gli ecosistemi in cui si è inserito.
Inoltre, promuove incontri sull’etica digitale, perché in un mondo che sta progredendo sempre di più verso il digitale, diviene fondamentale la conoscenza di questi strumenti e delle possibilità che anche l’AI offre, affinché sia un ausilio per l’uomo, e quest’ultimo non ne divenga schiavo.
Per sottoscrivere e diffondere il Manifesto
È possibile sottoscrivere il “Manifesto per l’Umanizzazione della società” è al seguente link: https://www.fareretebenecomune.it/raccolta-firme-manifesto-umanizzazione-societa/
Paola Pisanti evidenzia come tutto questo «può essere la base di un disegno strategico comune, inteso a promuovere interventi basati sulla unitarietà di approccio, centrato sulla persona ed orientato su una migliore organizzazione della società e una piena responsabilizzazione di tutti gli attori per puntare al miglioramento della tutela e della qualità di vita».
Proprio perché l’idea dell’associazione è di creare uniformità nella sua applicazione su tutto il territorio italiano e le idee promosse nel Manifesto coinvolgano cittadini, professionisti e istituzioni, la sottoscrizione del manifesto stesso è stata aperta pubblicamente, affinché possa crearsi un movimento generativo e diffuso.
Come spiega l’associazione, aderire a questo progetto implica il riconoscere alla base della società i valori dell’Umanizzazione e impegnarsi a promuoverli attraverso un percorso condiviso. Significa dunque entrare in una comunità attiva che promuove progetti territoriali e iniziative coinvolgendo l’intera cittadinanza, e quindi prendersi la responsabilità di farsi promotori e diffusori di queste idee.
L’associazione, che nel 2025 ha festeggiato i dieci anni dalla fondazione, si è impegnata attraverso il premio FareRete-Innovazione-BeneComune 2025 a riconoscere e premiare coloro che ogni giorno si adoperano per costruire il Bene Comune, affrontando con coraggio le sfide quotidiane. Il premio è stato suddiviso in quattro categorie principali, che corrispondono alle grandi quattro zone d’interesse di cui l’associazione si occupa.
Per prima l’educazione alla salute, per promuovere il prendersi cura di se stessi; poi le iniziative di prevenzione, con particolare attenzione alle malattie croniche e infettive. Altra categoria scelta è stata quella dell’innovazione in salute, cioè le applicazioni innovative usate in ambito sanitario, e infine la promozione della salute mentale e del benessere psicologico, per diffondere l’idea che è fondamentale prendersi cura della salute mentale e non bisogna ritenerlo un aspetto secondario.
Gli obiettivi del premio, che ricalcano quelli presenti nel “Manifesto per l’Umanizzazione della Società”, sono quindi la sensibilizzazione e la promozione di stili di vita consapevoli e sani, incoraggiando le piccole scelte quotidiane volte a prendersi cura di sé e degli altri, riconoscendo e premiando le iniziative che incentivano una vita sostenibile e sana.
Andare oltre le esperienze dei singoli: fare rete
Come dimostra il Manifesto, è necessario creare una vera e propria rete, capace di porre al centro le singole persone, ma non dimenticandosi mai di essere inseriti in una realtà più complessa.
L’obiettivo è proprio quello di promuovere ambienti accoglienti e culturalmente vivaci, che favoriscono uno sviluppo più sano per tutti, soprattutto per i più giovani, affinché trovino intorno a loro non il vuoto, ma una comunità pronta a sostenerli.
Attraverso l’apertura del Manifesto a una sottoscrizione pubblica, si vuole quindi promuovere l’impegno ad essere parte di quella comunità, consapevoli che non si può rimanere spettatori di un tempo segnato da disuguaglianze, frammentazioni e smarrimento del senso collettivo ma bisogna essere parte attiva che promuova, contro la disumanizzazione, l’umanizzazione del mondo.






