Vuoi stare bene? Ascolta la musica (e le sue parole)

La songtherapy è un approccio grazie al quale il paziente può relazionarsi con il significato delle parole e quindi conoscersi e riconoscersi. Ovviamente, scegliendo le canzoni giuste. Lo racconta Andrea Montesano nel libro “Canzoni sul lettino”

Che relazione che c’è tra la musica e la nostra interiorità? Possono le canzoni migliorare la nostra vita? Sono queste le domande a cui cerca di rispondere il libro Canzoni sul lettino. Come fare psicoterapia con i Fask (ed. Ancora, 2026), in cui la voce dello psicologo e psicoterapeuta Andrea Montesano si alterna alle canzoni dei Fask (Fast Animals And Slow Kids), gruppo rock italiano formatosi a Perugia nel 2008.

Andrea Montesano - Canzoni sul lettino
“Canzoni sul lettino. Come fare psicoterapia con i FASK” (Ed. Ancora)

Alla ricerca di se stessi

Ciascuno dei diciotto capitoli trae il proprio titolo proprio da una canzone di questo gruppo rock, ed è a partire dalla musica che Montesano sviluppa riflessioni su vari aspetti della vita, che ognuno prima o poi si trova a sviscerare, dalla resilienza alla gratitudine, dalla tristezza al coraggio.

Si mettono in luce quindi, attraverso un ritratto chiaroscurale, molti degli aspetti, delle difficoltà che spesso emergono proprio dall’ascolto dai pazienti dello stesso psicoterapeuta.

Con approccio scientifico e nello stesso tempo molto pratico, Andrea Montesano dà la possibilità ai lettori di riconoscersi nelle situazioni descritte. Elenca, ad esempio nel primo capitolo i diversi tipi di conflitti che ci si può trovare a vivere o, nel sesto capitolo, le diverse fasi del discernimento.

La scrittura fluente e semplice con cui si affrontano temi così delicati dà a chi legge la possibilità di fare un viaggio profondo alla conoscenza di se stessi.

Dalla musicoterapia alla songtherapy

Il libro appare quindi come uno specchio, restituisce a ciascuno ciò di cui ha bisogno e qualcosa in cui riconoscersi, e lo fa anche attraverso la musica.

La consapevolezza degli effetti e dei benefici che la musica può portare sono conosciuti da molto tempo, ma è solo a partire dal secondo dopoguerra che molti dottori e terapeuti hanno iniziato a inserire in modo decisivo questo metodo nell’approccio con i pazienti. Già dopo la Seconda guerra mondiale in molti ospedali inglesi si diffuse la tecnica non solo di mettere musica sullo sfondo quotidiano delle giornate, ma anche di organizzare veri e propri corsi di musica per poter lenire le ferite di guerra dei soldati superstiti.

Anche oggi studi dimostrano che la musica può essere di aiuto soprattutto per pazienti affetti da particolari difficoltà. Basta pensare alla musicoterapia che viene consigliata ai malati di Alzheimer o ai bambini autistici.

Esiste però una differenza profonda tra musicoterapia, di cui si sono descritti sopra i principali utilizzi, e la songtherapy. La prima, infatti, si serve di tutti gli aspetti del suono, in particolare del suono “astratto” come melodie, percussioni, un linguaggio non necessariamente verbale. Per songtherapy invece si intende proprio l’uso di canzoni strutturate, che abbiano anche un testo scritto.

Spesso, infatti, la terapia richiede proprio che il paziente si relazioni con il significato delle parole che ascolta e che può ricollegare a vicende o emozioni personali.

Prendersi una pausa per farsi cullare

Con questo libro Andrea Montesano invita dunque a fare un passo in più. Infatti, consiglia a tutti di prendersi una pausa dal ritmo frenetico che spesso muove la vita di ognuno e di farsi cullare per un attimo da una canzone, o meglio, scegliere consapevolmente la musica che può curare.

Si è inoltre consapevoli, che ogni canzone può aiutare a dare un nome alla stessa emozione che si sente dentro, ma non si riesce a identificare poiché, come lo stesso psicoterapeuta scrive, «alle volte la prima fatica consiste nel riconoscere e dare un nome alle emozioni che stiamo vivendo».

In questo senso appare interessante anche la prefazione al libro, scritta dagli stessi Fask, secondo i quali «la musica arriva in modi quasi misteriosi ed imprevedibili e noi crediamo che il bello sia tutto lì»

È proprio questo che lo psicoterapeuta per tutto il libro tenta di fare: partire dalla magia di una canzone, che suggerisce a ciascuno un qualcosa di diverso, un qualcosa di personale, e ricostruire da lì una sorta di “mappa dell’umano”. Dentro la quale c’è tutto. Ci sono la paura di cambiare, la gratitudine come essenza della vita stessa, la speranza, che viene definita «una delle competenze chiave per il benessere psicologico». E tutte queste parole – che poi solo parole non sono, visto che guidano la vita e il modo in cui la si affronta – sono associate a una canzone.

Perché se la musica è un modo per descrivere la vita, allora tutte quelle emozioni positive e negative che si provano ci sono dentro e se dunque, come sostiene l’autore, le canzoni sono così importanti anche per lo stesso benessere psicologico, bisogna scegliere con cura quali ascoltare e da quali, invece, tenersi alla larga.

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