Una mappa non è (solo) una mappa. Ecco perché il mondo, come l’abbiamo sempre visto, non va più bene

Quanto è più grande l'Africa rispetto all'Europa o alla Groenlandia? La “proiezione di Mercatore” – la mappa del mondo più diffusa – non lo fa capire e questo condiziona la nostra percezione dell'Africa stessa. L'Onu ha votato una risoluzione perché vengano adottate altre rappresentazioni

Qualcosa di inaspettato è accaduto il 4 settembre 2026 all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: la carta geografica del mondo con cui sono cresciute milioni di persone è stata messa di fronte a una sfida storica. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha infatti adottato con una maggioranza schiacciante una risoluzione promossa dall’Africa, intitolata Correggere la Mappa: riequilibrare la rappresentazione cartografica globale e promuovere una rappresentazione equa delle regioni del mondo, in particolare dell’Africa.

A prima vista, potrebbe sembrare un dibattito sulla geografia. Ma, osservando più attentamente, la questione diventa molto più ampia. Per generazioni, una carta geografica del mondo ormai familiare ha fatto apparire l’Africa molto più piccola di quanto sia realmente. Ora, i Paesi africani chiedono al mondo di riconsiderare non solo il modo in cui si disegna la carta, ma anche il modo in cui si vede l’Africa. Il risultato della votazione è stato schiacciante: 164 Paesi hanno votato a favore, sei si sono astenuti ((Estonia, Georgia, Lituania, Moldavia, Serbia e Ucraina) e soltanto uno, gli Stati Uniti, ha votato contro la risoluzione, secondo quanto riferito da UN News.

Una carta progettata per i navigatori

Al centro del dibattito c’è la proiezione di Mercatore, creata dal cartografo fiammingo Gerardus Mercator nel 1569. Contrariamente ad alcune interpretazioni, Mercatore non progettò deliberatamente la carta per far apparire l’Africa più piccola. Il suo scopo originario era la navigazione. La proiezione si rivelò particolarmente utile ai navigatori perché permetteva di rappresentare come linee rette le linee di direzione costante della bussola, facilitando la navigazione oceanica durante l’epoca delle esplorazioni. Ma questo vantaggio aveva un prezzo: la distorsione aumenta man mano che le masse terrestri si allontanano dall’equatore. Di conseguenza, la Groenlandia e altri territori settentrionali appaiono molto più grandi di quanto siano realmente, mentre l’Africa e altre regioni vicine all’equatore appaiono relativamente più piccole.

L’Africa copre più di 30 milioni di chilometri quadrati, mentre la Groenlandia ne copre circa 2,2 milioni. Per generazioni, milioni di persone hanno visto la stessa carta geografica del mondo nelle aule scolastiche, negli atlanti e nei libri di testo. Su quella carta familiare, la Groenlandia appare quasi grande quanto l’Africa. Eppure esiste una differenza sorprendente: l’Africa è circa 14 volte più grande della Groenlandia.

Il problema, quindi, non è che la proiezione di Mercatore sia una carta sbagliata. È stata progettata per uno scopo specifico. Il problema nasce quando viene utilizzata per rappresentare le dimensioni relative dei continenti.

Equal Earth Silhouette Map cc Tobias Jung – Mercator Silhouette Map cc Tobias Jung. CC BY-SA 4.0.

Entra in scena Equal Earth

La campagna promossa dall’Africa non chiede l’abolizione della proiezione di Mercatore. Sostiene invece che carte diverse dovrebbero essere utilizzate per scopi diversi. Un’alternativa evidenziata dalla campagna è la proiezione Equal Earth, sviluppata nel 2018. A differenza di Mercatore, Equal Earth è una proiezione equivalente, progettata per preservare le dimensioni relative delle masse terrestri. L’Africa appare quindi molto più vicina alle sue dimensioni reali, mentre la Groenlandia e altre regioni settentrionali diventano proporzionalmente più piccole.

Il messaggio è semplice: l’Africa non è improvvisamente diventata più grande. È semplicemente la carta a essere diventata più accurata.

Più della geografia

Per l’Unione Africana e per i sostenitori della campagna, tuttavia, la questione va oltre la cartografia. Essi sostengono che le carte geografiche influenzino il modo in cui le persone comprendono il mondo e, di conseguenza, il modo in cui percepiscono i Paesi e i continenti.

Il Togo ha guidato l’iniziativa con il sostegno dell’Unione Africana. La campagna ha acquisito slancio durante il 9° Congresso panafricano, svoltosi a Lomé nel dicembre 2025, ed è stata successivamente sostenuta dai capi di Stato africani durante il Vertice dell’Unione Africana ad Addis Abeba nel febbraio 2026. I sostenitori descrivono l’iniziativa in termini di rappresentazione, dignità e di quella che l’Unione Africana definisce «sovranità narrativa»; la capacità di partecipare alla definizione del modo in cui l’Africa viene rappresentata e compresa nel mondo.

Il ministro degli Affari Esteri del Togo, il professor Robert Dussey, ha sostenuto che «l’Africa non cerca un trattamento speciale o privilegi. Vuole semplicemente che la sua realtà geografica sia rappresentata accuratamente». Durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha inoltre affermato: «Le mappe plasmano la nostra comprensione del mondo, orientano l’educazione, alimentano l’immaginazione e influenzano le percezioni collettive».

Cosa cambia ora?

Il voto non significa che la proiezione di Mercatore scomparirà domani dalle aule scolastiche, dagli smartphone o dalle mappe digitali. Una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite non è giuridicamente vincolante e la stessa risoluzione riconosce che nessuna singola proiezione può rappresentare perfettamente la terra, che è curva, su una superficie piana.

La proiezione di Mercatore continuerà quindi ad avere un ruolo importante, soprattutto nella navigazione. L’obiettivo è invece incoraggiare governi, scuole, editori, organizzazioni internazionali, media e aziende tecnologiche a utilizzare proiezioni equivalenti quando lo scopo è comunicare le dimensioni relative dei continenti. La carta geografica non creerà posti di lavoro, non costruirà ospedali e non cambierà il peso economico dell’Africa. Ma potrebbe cambiare qualcosa di meno tangibile e potenzialmente molto potente: il modo in cui le persone vedono il mondo e il posto dell’Africa al suo interno.

L’Africa non è mai stata piccola. La domanda ora è se il mondo sia finalmente pronto a vederla nella sua reale dimensione.

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