L’anno accademico 2026-2027 si annuncia particolarmente incerto per gli studenti di Goma e Bukavu. Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha deciso di sospendere, fino a nuovo ordine, le attività accademiche e para-accademiche in una decina di istituti pubblici di istruzione superiore e universitaria delle due città, attualmente sotto il controllo dell’AFC/M23. L’AFC/M23 è una coalizione politico-militare guidata dall’Alliance Fleuve Congo (AFC), di cui il gruppo ribelle M23 costituisce la principale componente armata. La decisione è contenuta in un decreto ministeriale firmato il 20 agosto 2026. Essa interviene in un contesto di forti tensioni tra Kinshasa e l’AFC/M23 sulla gestione delle istituzioni pubbliche nei territori controllati dal movimento.
La misura riguarda le iscrizioni e le reiscrizioni, le lezioni, le valutazioni, le deliberazioni, nonché qualsiasi altro atto accademico suscettibile di portare al rilascio di un titolo nell’anno accademico 2026-2027. A Goma sono interessati, tra gli altri, l’Università di Goma, l’Istituto superiore di commercio, l’Istituto superiore di tecniche mediche e l’Istituto superiore di tecniche applicate. A Bukavu, il provvedimento riguarda in particolare l’Università ufficiale di Bukavu e diversi istituti superiori pubblici.
Nel decreto, il governo giustifica la decisione con una situazione di sicurezza «particolarmente preoccupante» e afferma di voler garantire la regolarità dei percorsi universitari, il valore dei titoli accademici, nonché la sicurezza e gli interessi degli studenti e del personale.
Le nomine dell’AFC/M23
La sospensione arriva dopo l’annuncio, il 7 agosto, da parte dell’AFC/M23, di nomine alla guida di diverse istituzioni di istruzione superiore nelle zone sotto il suo controllo. In totale, sarebbero stati nominati 48 membri del personale accademico, tra cui professori e assistenti, nelle università e negli istituti superiori di Goma e Bukavu. Kinshasa ha condannato queste nomine, ritenendo che un gruppo armato non disponga del potere legale di designare i responsabili delle istituzioni pubbliche.
L’AFC/M23 contesta questa posizione e invita le università a proseguire le proprie attività. Il movimento afferma inoltre di voler assumere il pagamento degli stipendi del personale accademico interessato.
Per gli studenti, le conseguenze sono concrete. Alcuni avevano già iniziato gli esami o le discussioni delle tesi. Il governo precisa che gli studenti finalisti dell’anno accademico 2025-2026, il cui percorso non ha potuto essere completato, potranno proseguire le attività necessarie al completamento degli studi presso altri istituti legalmente riconosciuti. Ma questa soluzione solleva una questione fondamentale: come potranno concretamente questi giovani spostarsi e vivere altrove?
Uno studente di Bukavu si interroga sulla possibilità e sui mezzi a disposizione degli studenti per proseguire gli studi lontano dalle proprie città: «Nulla è stato detto sul meccanismo di presa in carico. Il governo garantirà l’alloggio, il cibo e la copertura delle spese accademiche degli studenti nei luoghi in cui saranno trasferiti?», si chiede.
Una preoccupazione che riflette il dilemma di molti studenti: proseguire la formazione altrove significa, per alcuni, lasciare la propria famiglia e affrontare spese che non sono necessariamente in grado di sostenere.
La reazione dell’oppositore Denis Mukwege
La decisione di Kinshasa ha suscitato anche la reazione di Denis Mukwege, Premio Nobel per la pace. In un messaggio pubblicato il 26 agosto, l’oppositore congolese condanna sia le nomine effettuate dall’AFC/M23 sia la sospensione delle attività universitarie decisa dal governo. Per lui, l’istruzione deve rimanere al di sopra degli scontri politici. «L’istruzione dei nostri giovani è sacra e non negoziabile», scrive. Denis Mukwege ritiene inoltre che il futuro della gioventù congolese non possa essere sacrificato per calcoli politici o ambizioni territoriali. Invita i diversi attori impegnati nella ricerca di una soluzione alla crisi a fare dell’istruzione una priorità e a consentire una ripresa sicura delle lezioni.
A Goma e Bukavu, gli studenti si trovano così al centro di uno scontro che va oltre le aule universitarie. Mentre Kinshasa invoca la sicurezza e la regolarità dei percorsi accademici, l’AFC/M23 sostiene la prosecuzione delle attività nelle zone sotto il suo controllo. In attesa di un’evoluzione della situazione, il futuro accademico di migliaia di giovani rimane sospeso, facendo dell’università una nuova vittima delle tensioni politiche e della crisi di sicurezza che continuano a scuotere l’est della RDC.










