10 Ago 2026

Le nuove generazioni e il lavoro: meno sicurezza, più senso

In futuro non si tratterà più di trovare la propria strada nel mondo del lavoro, ma di tracciare il proprio sentiero. Cosa vorranno nel loro futuro lavorativo le Generazioni Z e Alpha?

Le classificazioni generazionali non rappresentano categorie anagrafiche ufficiali, ma convenzioni elaborate nel corso del tempo da sociologi, demografi, ricercatori e analisti di mercato per descrivere gruppi di persone accomunati dall’essere cresciuti nello stesso periodo storico e dall’aver condiviso eventi, trasformazioni sociali, innovazioni tecnologiche e cambiamenti culturali simili. L’idea di suddividere la popolazione in generazioni nasce dall’osservazione che il contesto in cui si cresce contribuisce a influenzare valori, comportamenti, modalità di apprendimento, consumi e rapporto con il lavoro.

Pur non esistendo una classificazione universalmente condivisa, queste categorie sono oggi ampiamente adottate dalla ricerca sociale, dal marketing, dalle aziende e dal mondo delle risorse umane, come strumento di analisi dei cambiamenti demografici e delle trasformazioni della società.

Questo articolo prende spunto da un seminario tenuto dalla career coach Fabiana Andreani, una delle principali divulgatrici italiane sui temi dell’orientamento professionale e del futuro del lavoro. Su Instagram è conosciuta come Fabiana Manager e vanta più di trecentomila follower.

Le differenze tra generazioni

I nati nel 2025 sono gli ultimi ad appartenere alla Generazione Alpha, iniziata nel 2012 e successiva alla Generazione Z, iniziata nel 1997. Le date delle classificazioni possono tuttavia variare: alcuni fanno terminare la Gen Z già nel 2010, mentre la Gen Alpha per altri si chiude già nel 2024.

Ormai entrati nell’adolescenza, i membri della Gen Alpha sono figli dei Millennials (1981-1996), e hanno avuto una connessione con il mondo digitale fin dalla nascita. Sono esposti a social media, tecnologie avanzate e interazioni digitali fin dai primi anni di vita. Questa condizione apre interrogativi su come evolverà la loro identità digitale, visto che sono presenti in rete immagini che li ritraggono già in età neonatale.  Resta da capire se, da adulti, vorranno rimuovere questi contenuti o se li accoglieranno come parte della loro storia personale.

Anche le modalità di apprendimento hanno visto un’evoluzione significativa per la Generazione Alfa. L’introduzione della LIM nelle scuole ha dato il via a una familiarità precoce con la tecnologia, segnando una differenza rispetto alla generazione precedente, che ha avuto un accesso alle tecnologie meno immediato.

Ogni generazione ha avuto un evento storico che le ha segnate intorno alla maggiore età: per i Millennials è stato l’attacco alle Torri Gemelle del 2001, per la Gen Z la pandemia di COVID-19, mentre per la Generazione Alfa è ancora presto dirlo: di certo saranno impattanti le sfide legate alla sostenibilità e le evoluzioni sempre più frenetiche legate all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

Nuove (e complicate?) esigenze

La Generazione Z e la Generazione Alfa non cercano solo un lavoro, ma un’esperienza coerente con i loro valori, interessi e aspirazioni. La Generazione Alfa, che inizierà ad affacciarsi al mondo del lavoro nel 2028, rappresenta una generazione che non accetta più il concetto di “gavetta” fine a se stesso. Chiede invece flessibilità, lavoro da remoto, percorsi di carriera non lineari e, soprattutto, la possibilità effettiva di conciliare lavoro e vita privata. Il lavoro rappresenta un elemento attraverso cui realizzarsi all’interno di un quadro più ampio che include anche lo sviluppo personale.

Le aziende sono già state costrette a prendere atto di questo scenario e stanno cambiando le proprie politiche, per favorire le nuove esigenze dei dipendenti. Oggi non è più sufficiente un contratto stabile, ma si richiede che il lavoro sia stimolante e che valorizzi le proprie competenze e passioni.

Il film La Mattina Scrivo (2025) di Valérie Donzelli ha affrontato proprio questo aspetto. Il protagonista Paul smette di essere un fotografo di successo per dedicarsi alla scrittura, la sua più grande passione. Questo cambiamento comporta un grande sacrificio, quello di fare i più disparati lavori part-time per potersi mantenere. Per i familiari di Paul è una scelta assurda quella che lui ha appena preso.

«È una follia aver lasciato un lavoro che ti faceva guadagnare bene solo per scrivere», gli rimprovera il padre. Ma Paul ribatte: «Per me la follia sarebbe stata continuare come prima». Quando il padre insiste chiedendogli perché abbia rinunciato a quel lavoro, la risposta è semplice quanto significativa: «Se avessi letto il mio primo libro, lo sapresti. Parla proprio di questo».

Questo breve dialogo all’inizio del film apre la strada a riflessioni sulla ricerca di senso delle ultime generazioni. Paul ha 42 anni, lo si può collocare nei Millennials, ma il suo percorso anticipa quelle che sono e saranno le esigenze delle generazioni successive: il bisogno di attribuire un significato autentico alla propria vita lavorativa, a costo di sacrificare, a volte, l’aspetto economico.

Nuovi approcci alle carriere

Le aziende dovranno adattarsi a una nuova realtà che preveda lavoro da remoto e la flessibilità, ma anche in cui il management delle carriere dovrà evolversi, per supportare una forza lavoro che non segue più il tradizionale schema di carriera verticale.

Il mercato del lavoro si sta evolvendo rapidamente. Molte professioni legate al mondo del digitale, come data scientist e content creator, professioni legate all’IA, stanno prendendo piede, ma anche settori tradizionali come l’agricoltura, il turismo e l’industria digitale, sono in evoluzione e offriranno tanti posti di lavoro. La formazione continua è la chiave per vivere in armonia in questo scenario dominato dalla tecnologia e dall’innovazione.

Una delle sfide più grandi che ci attendono riguarda la longevità della popolazione, in particolare in Italia, dove si invecchia sempre di più e si nasce sempre meno. Questo scenario comporterà un incremento dei bisogni legati alla cura degli anziani e la necessità di un sistema di welfare che risponda a queste esigenze. Parallelamente, le politiche aziendali dovranno evolversi per favorire una convivenza tra generazioni diverse. In un contesto dove le persone continuano a lavorare più a lungo e a cambiare carriera in età avanzata, sarà fondamentale creare spazi di dialogo e comprensione tra diverse generazioni.

Entrerà in gioco il concetto di career portfolio

Cioè esperienze e competenze acquisite in ruoli diversi. La carriera non lineare, prima considerata un disvalore, diventerà la norma. I professionisti, piuttosto che cercare di inserire il loro percorso in uno schema tradizionale, dovranno cercare di raccontarlo con uno storytelling efficace, capace di mettere in relazione esperienze diverse ma non sconnesse tra di loro per le competenze esercitate. Del resto, sulla home page del sito di Fabiana, si legge: «il lavoro cambia: io ti aiuto ad evolvere e a raccontarlo nel modo giusto».

Un altro concetto che sta acquisendo sempre più importanza è infatti la transilienza, ovvero la capacità di trasferire competenze ed esperienze tra settori e ruoli diversi. Questo termine è stato coniato recentemente, ma è destinato a diventare fondamentale per le future generazioni, per carriere in cui i cambiamenti saranno all’ordine del giorno. La gestione della carriera non sarà più una questione di adattarsi ai modelli tradizionali, ma di sviluppare un proprio personal branding che valorizzi competenze, approccio al lavoro e capacità di apprendere.

La ricerca di un work-life balance equilibrato è una necessità, con molte persone che preferiscono avere una libera professione o percorsi di carriera più flessibili, piuttosto che accettare una posizione stabile che non soddisfa le loro aspettative.

In futuro di certo la carriera verticale non sarà più l’unica modalità di successo possibile. Lo stesso concetto di successo assumerà accezioni differenti: non si identificherà più solo con avanzamento di ruolo e con la retribuzione, ma con la possibilità di coniugare una vita professionale soddisfacente, coerente con i propri valori e capace di garantire benessere personale.

Il mercato del lavoro dei prossimi anni e decenni offrirà una nuova prospettiva: non si tratterà più di trovare la propria strada, ma di tracciare il proprio sentiero.

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