Un burattino di legno e di carne. Rileggere Pinocchio oggi

Nel bicentenario di Collodi l’UPS organizza una mostra (28 ottobre) e un seminario (3 novembre) sulle "Avventure di Pinocchio", uno dei più importanti libri per l’infanzia di tutti i tempi

Illustrazione: Attilio Mussino per Le Avventure di Pinocchio

Con due iniziative in programma il 28 ottobre e il 3 novembre, riunite sotto il titolo “Di legno e di carne. Le Avventure di Pinocchio nel bicentenario di Carlo Collodi”, le cinque facoltà dell’Università Pontificia Salesiana di Roma e la Biblioteca universitaria approfondiscono uno dei più importanti libri per l’infanzia di tutti i tempi, tradotto in circa duecento tra lingue e dialetti e continuamente riproposto in teatro, al cinema e in televisione.

Gli appuntamenti, coordinati dalla Facoltà di Scienze dell’Educazione (informazioni all’indirizzo segreteriafse@unisal.it), si avvalgono del patrocinio del Bicentenario di Collodi (1826-2026) e della Fondazione nazionale che porta il suo nome.

Storia di una continua metamorfosi (l’originale pezzo di legno si trasforma in ciuco e, solo alla fine, in “bambino perbene”), il libro evoca le grandi trasformazioni del mondo antico (da Ovidio ad Apuleio) e si presta a letture pedagogiche, teologiche e catechetiche.

Lo sdoganamento di Pinocchio

Un antico fastidio del mondo cattolico nei confronti di Pinocchio imputa al burattino di Collodi un’assenza di sentimento religioso e conferma il divieto esplicito della Chiesa, soprattutto nella narrativa per ragazzi, di rappresentare traviamenti, marachelle, peripezie e inganni. Negli anni Quaranta avviene tuttavia una decisa inversione di tendenza. Nel 1942 il critico Piero Bargellini pubblica uno studio critico in cui si legge che la prima parte delle Avventure di Pinocchio appartiene al ciclo della perdizione, mentre la seconda a quello della redenzione. «Cattolico a sua insaputa», Pinocchio si presterebbe dunque a incarnare la parabola del figliol prodigo.

Il seminario metterà in luce lo “sdoganamento” di Pinocchio in ambito cattolico prima di Bargellini, operato dai salesiani attraverso l’attività editoriale e le proposte del Teatrino. Un’operetta in un prologo e tre atti, tratta dal Pinocchio di Collodi, viene musicata per canto e pianoforte da Paolo Malfetti, nella riduzione del conte Urbano Saint Pierre, già nel 1914 (e ristampata nel 1928, nel 1935 e nel 1940). Nel 1938 Palmira Melesi-Fanti pubblica invece per la Sei Pinocchio in un altro mondo, “sequel” della vicenda del burattino ambientata in Cina.

La mostra e l’evento

Alcuni di questi testi saranno esposti nella mostra di libri e documenti “Pinocchio da sfogliare”, che sarà inaugurata mercoledì 28 ottobre alle 12 al piano terra della Biblioteca dell’Università Pontificia Salesiana (visita guidata a cura di Marcello Sardelli, Raffaella Stirati e Maria Grazia Urbinelli). L’inaugurazione sarà preceduta dai saluti di Paolo Zini, prefetto della Biblioteca, e da due interventi: Tadeusz Lewicki, professore emerito di Storia del teatro, parlerà di “Collodi e Pinocchio nel teatrino salesiano”, mentre Roberto Fusco, professore della Facoltà di Lettere cristiane e classiche, affronterà il tema “Metamorfosi nel mondo antico. Ovidio, Antonino Liberale, Apuleio”.

Martedì 3 novembre, dalle 15 alle 18, nella sala Juan Vecchi, è in programma un seminario introdotto da Antonio Dellagiulia, decano della Facoltà di Scienze dell’educazione, e Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione nazionale Carlo Collodi.

Daniela Marcheschi, presidente dell’Edizione nazionale delle opere di Carlo Lorenzini, affronterà il tema “Com’ero buffo quando ero un burattino. Carlo Collodi e l’avventura dell’educazione”, mente Franco Cambi, già ordinario di Pedagogia generale all’Università di Firenze, parlerà di “Avventure, metamorfosi, umanizzazione. Tre pedagogie nelle Avventure di Pinocchio”.

Il seminario proseguirà con Guido Benzi, professore della Facoltà di Teologia (“Vuoi adattarti a girare il bindolo? Riferimenti biblioteologici nel Pinocchio di Collodi”), Giuseppe Ruta, direttore dell’Istituto di Catechetica (“Pinocchio, una proiezione catechetica”), e Renato Butera, professore di Storia del cinema (“Pinocchio al cinema. Da Walt Disney a Guillermo del Toro”).

La conduzione e le conclusioni sono affidate a Roberto Alessandrini, professore di Antropologia culturale, e le letture all’attrice e scrittrice Carmen Barbieri.

Pinocchio Unisal Di Legno e di Carne

 

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